Istat: a trainare la timida ripresa dei prestiti bancari sono le imprese che operano nell’economia reale

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo che, pur tra molte incertezze, non si ferma.

Ci sono timidi segnali di ripresa dei prestiti bancari in Italia, soprattutto a favore delle imprese che operano nell’economia reale, nonostante un contesto europeo e globale che resta complesso. È quanto emerge dai dati diffusi da ISTAT, che mettono in luce una dinamica del credito ancora prudente ma in graduale miglioramento.

Secondo le statistiche della Banca d’Italia, a novembre i finanziamenti degli istituti di credito hanno registrato un’accelerazione su base annua, salendo al +2,1 per cento rispetto al +1,8 per cento del mese precedente. Un dato che segnala un cambio di passo, seppur contenuto, dopo una fase di rallentamento, e che trova il suo principale motore nel mondo produttivo.

A trainare la ripresa è stata infatti la domanda delle imprese non finanziarie, ovvero quelle aziende che producono beni e servizi e che costituiscono il cuore dell’economia reale del Paese: industria, manifatturiero, costruzioni, commercio e servizi. Si tratta di imprese che ricorrono al credito bancario per sostenere investimenti, acquistare macchinari, innovare processi e prodotti, e mantenere in equilibrio la gestione quotidiana dell’attività.

La crescita dei prestiti verso questo segmento è in parte legata all’aumento degli investimenti registrato nel corso dell’anno. Nonostante le difficoltà del quadro macroeconomico, molte aziende dell’economia reale hanno continuato a investire per rafforzare la propria competitività, spesso in un’ottica di medio-lungo periodo. Questo avviene però in un contesto ancora fragile, con una produzione industriale che resta negativa e una domanda interna che mostra segnali di debolezza.

Il quadro che emerge è quello di un sistema produttivo che, pur tra molte incertezze, non si ferma. Le imprese dell’economia reale stanno utilizzando il credito come leva per affrontare la fase complessa, puntando su investimenti e continuità operativa. La ripresa dei prestiti bancari, seppur timida, riflette quindi la volontà di una parte significativa del tessuto imprenditoriale di guardare oltre le difficoltà congiunturali, mantenendo un ruolo attivo nel sostenere l’economia del Paese anche in una fase ancora segnata da debolezza industriale e da una domanda interna non pienamente recuperata

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