Varese: piazze aperte per una progettazione condivisa della città e degli spazi pubblici di quartiere

La nuova proposta del Comune di Varese che intende unire partecipazione dei cittadini e riqualificazione di spazi urbani

Progettazione condivisa della città e degli spazi pubblici di quartiere. È questo il grande obiettivo del progetto “Piazze Aperte” la nuova proposta del Comune di Varese che intende unire partecipazione dei cittadini e riqualificazione di spazi urbani. Proprio per questo tra i protagonisti ci saranno da subito anche i Consigli di Quartiere, che in questo progetto avranno un ruolo fondamentale di raccordo e coinvolgimento dei cittadini. L’idea è semplice e già sperimentata in diverse città come ad esempio Milano. I cittadini potranno proporre progetti per riportare lo spazio pubblico al centro del quartiere e della vita degli abitanti, per far tornare le piazze a essere luoghi centrali della vita del quartiere, non più solo parcheggi o aree di passaggio, ma aree da vivere e dove socializzare. I cittadini potranno diventare così protagonisti della creazione delle nuove Piazze Aperte, presentando le proprie idee e la propria disponibilità per trasformarle, attivarle e curarle. A presentare questa mattina il progetto Piazze Aperte c’era l’assessore Andrea Civati e l’ideatore dell’iniziativa il consigliere comunale Luca Battistella.

“Piazze Aperte rappresenta il primo esperimento di vera partecipazione nel ripensare i luoghi della città per farli diventare più vivibili e belli – ha detto l’assessore Civati – Si tratta di un vero lavoro condiviso in cui cittadini e pubblica amministrazione lavoreranno a stretto contatto per individuare luoghi della città di cui prendersi cura e sviluppare progetti di riqualificazione. L’obiettivo del progetto è attivare processi rigenerazione con quello che di definisce urbanismo tattico, cioè attraverso piccoli interventi che però hanno un grosso impatto sulle zone in cui vengono attivati”.

“Diamo il via a questa sperimentazione per la prima volta a Varese – ha spiegato Luca Battistella – ma seguiamo l’esempio di tante città in cui questo percorso partecipato è già stato avviato e ha dato risultati notevoli. Contiamo sulla grande partecipazione dei cittadini che porteranno idee e proposte che verranno poi realizzate per una migliore vivibilità dei nostri quartieri”.

Gli appuntamenti nei diversi quartieri

Diversi gli obiettivi che il progetto intende raggiungere. Tra questi c’è il tema di ripensare le strade e le piazze dei quartieri come luoghi di interazione sociale, vitalità e ritrovo, restituendo lo spazio urbano alla vita pubblica. E ancora: incrementare la sicurezza di cittadini, pedoni e ciclisti attraverso interventi di pedonalizzazione e di moderazione del traffico, con particolare attenzione ai bambini, agli anziani e alle persone diversamente abili. Riconvertire gli spazi pubblici esistenti grazie a interventi di arredo e decoro urbano a basso costo e alta partecipazione, prima di intervenire con sistemazioni strutturali. Favorire la collaborazione fattiva tra cittadinanza e Pubblica Amministrazione, promuovendo la libera iniziativa dei cittadini attraverso l’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Come funziona il progetto Piazze Aperte

A partire da oggi i 12 Consigli di Quartiere saranno al lavoro per individuare 12 spazi di quartiere. Questi luoghi poi saranno oggetto di un bando pubblico per la raccolta di idee per la trasformazione di questi spazi in Piazze Aperte. Alla fine verranno selezionati i progetti migliori per la riqualificazione di quattro piazze la cui realizzazione sarà finanziata dal Comune con un massimo di 50mila euro per ciascuna piazza.

Esempi di proposte che si potranno fare

  • Creazione di nuove piazze e/o aree pedonali, attraverso la sperimentazione di modifiche sostanziali alla viabilità, limitando l’accesso veicolare all’area, per realizzare nuovi spazi pubblici.
  • Attivazione di spazi pubblici sottoutilizzati o non attrezzati, attraverso l’arredo, l’abbellimento, l’inserimento di nuove funzioni con lo scopo di incentivare la socialità e la promozione di attività culturali e aggregative che possano dare valore e vita a quello spazio.
  • Estensione e messa in sicurezza degli spazi pedonali, attraverso la razionalizzazione degli spazi per la mobilità, come restringimenti di carreggiata, rimozione di parcheggi sottoutilizzati, adozione sistemi di moderazione della velocità, creazione di zone 30, ridefinizione degli incroci stradali a vantaggio della mobilità dolce, pedonale e ciclabile, in particolare scuole e asili.
  • Realizzazione di percorsi ciclabili, attraverso l’uso di manufatti leggeri prefabbricati e di segnaletica orizzontale e verticale, per favorire la ciclabilità in particolare in zone 30, in strade a senso unico e in aree individuate dal Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS).
  • Riutilizzo di aree di sosta come “parklet”, trasformando aree di parcheggio a lato della carreggiata in piccoli “salotti” pubblici, luoghi di aggregazione il cui uso è aperto a tutti e non limitato.
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