Voglio smettere di fumare: detto e fatto. ICanDo lancia il “pacchetto intelligente”

Alberto Bonetti Baroggi e Anna Maria Magro, sono loro i fondatori della start-up innovativa che ha realizzato il LifeBox per dire addio alle sigarette gradualmente

Per quanto faticoso, talvolta può bastare un piccolo aiuto per poter smettere. Far abbandonare le sigarette, ponendo la parola fine alla dipendenza da tabacco è l’obiettivo che si pone ICanDo, la start-up innovativa nata da un’idea di Alberto Bonetti Baroggi e Anna Maria Magro che hanno realizzato un “pacchetto di sigarette intelligente”. Imprenditore dalle radici varesine con un passato più recente nella pubblica amministrazione il primo, consulente e commercialista con collaborazioni e incarichi a livello internazionale la seconda, insieme hanno dato vita ad un’azienda che vuole essere una scommessa: «Quella di contribuire a far smettere di fumare quanti non ne possono più di essere ostaggio delle sigarette », spiegano. Uno scopo sicuramente virtuoso che però si inserisce in un contesto dove i confini non sempre sono chiari e il “fai da te” è ritenuto spesso l’unica possibile soluzione. «La convinzione a voler smettere è la base da cui partire. Ed è una condizione non così rara tra i tabagisti», continuano.
Secondo recenti indagini infatti, ogni anno quasi il 30% dei fumatori prova smettere, di questi oltre l’80% non si affida ad alcuno strumento ma si basa esclusivamente sulla propria forza di volontà. «È però statisticamente provato che più di nove su dieci non ci riescono. E il tentativo fallisce», sottolineano. I dati sulla dipendenza da tabacco sono implacabili. Nonostante non sia più considerata una moda e numerosi siano i divieti che sono stati introdotti (alcuni vietando il fumo anche in zone aperte), la sigaretta continua ad avere un suo “fascino”. Il Rapporto Nazionale sul Fumo 2018 redatto dall’OSSFAD parla di 12,2 milioni di fumatori in Italia, ovvero il 23,3% della popolazione (in aumento rispetto al 2017 quando il dato era del 22,3%).
Le donne sono in diminuzione, rappresentano infatti il 19,2% rispetto al 20,8 dell’anno precedente, mentre gli uomini sono passati dal 23,9 del 2017 al 27,7%. Si fumano in media 12,3 sigarette al giorno e non vi sono particolari differenze a livello regionale: il vizio è equamente condiviso a Nord come al Sud; piccola eccezione è rappresentata dalle donne: le tabagiste sono più presenti nelle aree settentrionali (22,6%) rispetto a quelle meridionali (17,8) e alle regioni del centro Italia (13,8). Si fumano principalmente sigarette confezionate (92,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente di sigarette fatte a mano (16,9%), più diffuso tra i giovani. Oltre all’aspetto economico sul portafoglio dei tabagisti, il “vizio della bionda” ha anche delle pesanti conseguenze sociali. «I costi sanitari vengono stimati in oltre 7,5 miliardi di euro ogni anno. Parliamo di cure ed esami cui i tabagisti si sottopongono per patologie provocate dal fumo», proseguono. Senza contare la drammatica situazione dei decessi. «Ogni giorno 112 famiglie vivono un dramma perché ad un loro caro è stata diagnosticata una neoplasia polmonare che, a cinque anni, ha tassi di sopravvivenza del 16%».
Spegnere la sigaretta diventa quindi un obbligo, per sé stessi e per gli altri. Ma come poter smettere? «È la domanda da cui siamo partiti tre anni fa ponendo le basi per ICanDo», proseguono. Quasi tre milioni di tabagisti ogni anno cercano di smettere. Anche se otto su dieci ci provano da soli, gli strumenti non mancano: ci sono i centri antifumo – contattabili anche attraverso il numero verde che si trova su ogni pacchetto di sigarette – e ci sono i medicinali, senza contare i libri e molte altri metodi che spaziano dalla psicologia all’agopuntura. «Sono tutti strumenti importanti. Il nostro approccio è però differente: è graduale, ha una presenza fisica costante e un supporto interattivo».
ICanDo ha portato l’intelligenza artificiale all’interno di un pacchetto di sigarette concentrando in uno spazio da 20 millimetri per 5 tutta la tecnologia necessaria (e le batterie per farla funzionare). Andando per gradi, lo strumento sviluppato si chiama LifeBox. «È una cover per un pacchetto di sigarette. Apparentemente non molto diversa da molte altre che si possono trovare in commercio. La differenza è nella tecnologia: LifeBox è dotata di chiusura a scatto e di sensori che ne consentono l’apertura. Il tabagista che vuole smettere non dovrà fare altro che inserire il proprio pacchetto all’interno della “custodia” e seguire il percorso stabilito. Si tratta quindi di una presenza fisica, un oggetto che la persona porta sempre con sé e che gli ricorda concretamente il cammino intrapreso per riuscire a smettere di fumare».
Il secondo aspetto caratterizzante è il metodo: «Un percorso graduale – spiegano -. Diversi studi scientifici hanno rilevato che l’improvvisa astinenza da tabacco può provocare un’esperienza molto simile alla demenza. La persona tende a sentirsi spaesata, disorientata e con difficoltà di concentrazione. Questo è un fattore che può portare quindi a rinunciare al percorso di distacco dalla sigaretta, vanificando tutti gli sforzi fatti fino ad allora». Il terzo aspetto – ed è l’aspetto più innovativo – riguarda tutto ciò che c’è attorno al LifeBox. «Ci sono un’applicazione, alla quale accedere da smartphone o da pc, un servizio di consulenza e accompagnamento e un supporto motivazionale », aggiungono. «L’idea da cui siamo partiti è quella di offrire uno strumento capace di accompagnare ogni giorno il fumatore nel suo cammino con una serie di supporti per sonali capaci di seguirlo passo dopo passo». In concreto, ICanDo ha unito gli aspetti tecnologici dati dall’intelligenza artificiale a quelli più umani e di rapporto rappresentati da un coach per arrivare a smettere di fumare. «Il percorso ha inizio con la classificazione del proprio grado di dipendenza. Il test di Fagerstrom permette di individuare il punto da cui partire per stabilire il percorso da seguire. Attraverso l’app, questo sarà trasmesso al device (LifeBox) che scandirà il consumo di sigarette aprendosi al tempo opportuno. Si inizia dissociando l’atto del fumare da un determinato e rituale evento – pensiamo al binomio caffè-sigaretta – e portando progressivamente ad una sempre maggiore riduzione del fumo. Il tutto viene sostenuto dall’intervento periodico di un coach e da azioni motivazionali. Ovviamente sono possibili anche delle forzature del sistema che, in quanto tali, devono rappresentare l’eccezione. Ma ad ogni forzatura, il sistema ritara il percorso andando a scandire nuove tempistiche e nuove quantità di sigarette disponibili».
Dopo la fase di studio e progettazione, ICanDo è pronta ad affrontare il mercato. «In questo abbiamo trovato nella Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate un partner lungimirante che non solamente ha compreso il progetto innovativo, ma anche ne ha condiviso le finalità di tutela della salute», dicono. «Entro la primavera saremo pronti con il nostro LifeBox, il sito, l’applicazione e tutta la rete di supporto. Il nostro approccio non vuole essere la ricetta risolutiva di tutti i problemi di quanti vogliono smettere di fumare, ma di sicuro è una valida alternativa agli strumenti che sono disponibili e che vengono proposti sul mercato. Di certo, il sistema LifeBox è unico nel suo genere e si avvale di una serie di tecnologie ed esperienze di tutto rispetto per fare in modo che i fumatori si vogliano un po’ più di bene e possano così diventare degli ex (fumatori)».