Ricominciare a 120 anni

Alla convention di Firenze ho detto ai nostri dipendenti che i risultati e l’attuale posizionamento della nostra Bcc ci soddisfa e che quando sarebbe stato portato all’attenzione dei nostri soci sarebbe diventato motivo di orgoglio soprattutto per i più anziani, cioè coloro che hanno fatto crescere la nostra Cassa Rurale, giorno dopo giorno, perseverando in mezzo alle difficoltà, per consegnarci la nostra banca che quest’anno si avvia a festeggiare i 120 anni di storia. E che sarà così, quando leggerete numeri e classifiche, ne sono certo. Ma ora, più che all’ieri, dobbiamo guardare al domani, perché ci apprestiamo a celebrare questo nostro importante anniversario in un anno, il 2017, che è davvero un punto di svolta. In tempi brevissimi, infatti, entreremo in Iccrea: uno dei due gruppi bancari del credito cooperativo in cui, entro fine anno, confluiranno tutte le Bcc italiane. Per quanto ci riguarda, la scelta definitiva la prenderemo tutti assieme nell’assemblea di maggio, ma anche qui sono certo che vi troverete concordi con le motivazioni tecniche e politiche per stare in Iccrea, che trovate meglio spiegate all’interno del giornale. Rimane il fatto che il dover dire che ci saranno due gruppi del credito cooperativo mi riempie di amarezza e di un pizzico di rabbia: abbiamo così a lungo lavorato per mantenere l’unità delle banche di credito cooperativo! Possibile che proprio nel momento più delicato per l’economia reale e per la storia del nostro movimento siano prevalse le spinte scissioniste? Onestamente, non me ne capacito. Penso che chi sta andando su una strada diversa sia in errore. Ma ormai, purtroppo, posso solo ribadire il mio pensiero e rivolgere un pubblico ringraziamento ad Alessandro Azzi, presidente di Federcasse sin dal 1991, che molto ha fatto per il movimento, portandoci in tempi recenti ad ottenere la possibilità di scriverci da noi la riforma -tanto che abbiamo sempre parlato di “autoriforma”-, e che, nel dicembre scorso, dopo aver ribadito l’importanza di arrivare alla costituzione di un gruppo unico e aver preso atto della divisione interna, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. L’ingresso in un gruppo nazionale sarà un punto di svolta, dicevo, perché io, il CdA, la direzione e tutti i dipendenti abbiamo ben chiaro che, nel tempo, all’interno del gruppo unico ci saranno delle spinte di razionalizzazione organizzativa. In questa chiave, assumono ancora maggiore valore le scelte fatte in questi anni per il posizionamento della banca ed il cammino che ha portato ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti, perché sono fermamente convinto che più che le dimensioni saranno le performance e gli indicatori quelli che conteranno davvero per definire il primo posizionamento di ogni Bcc all’interno del gruppo. E noi abbiamo tutte le carte in regola per iniziare a testa alta questa nuova tappa del nostro cammino ultracentenario, restando il più possibile padroni del nostro futuro e continuando a svolgere il ruolo di sostegno del nostro territorio, a fianco delle nostre famiglie, delle nostre imprese, delle nostre comunità.