L’utile lordo è a 4 milioni e 383 mila euro Produciamo reddito e sosteniamo la ripresa

Il patrimonio netto supera quota 104 milioni. Aumentano gli impieghi, cresce la raccolta. Sofferenze nette in diminuzione (al 5,4%). Elevate le coperture dei crediti deteriorati (70% delle sofferenze, 58% degli Npl totali)

Conto economico in attivo, redditività in aumento, crescita degli impieghi e incremento della raccolta a dimostrazione della fiducia dei risparmiatori. Sono tutti positivi gli indicatori per la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che archivia l’esercizio 2017 con il segno più e presenta la proposta di bilancio alla discussione e al voto dell’assemblea dei soci di fine maggio. L’utile lordo al 31/12/2017 è stato di 4 milioni e 383.428 euro (3 milioni e 677.899 euro detratte le imposte): «Un dato che ci conferma per l’ennesima volta come una tra le Bcc ai vertici nazionali in termini di produzione di reddito -commenta il presidente, Roberto Scazzosi- e, soprattutto, che dimostra la fiducia del territorio, dei soci e dei clienti nella nostra banca. Una fiducia che si traduce nella crescita della raccolta indiretta, trainata dalla componente del risparmio gestito, che nel 2017 è cresciuto del 15% e rappresenta ormai il 65% della raccolta indiretta. E se guardiamo all’ultimo triennio, il risparmio gestito ha fatto registrare un +76%: chiaro segno che i clienti non soltanto ci affidano i loro soldi, ma che sempre più ci chiedono consigli su come investirli, rivolgendosi con fiducia ai nostri dipendenti, che svolgono con grande professionalità il loro lavoro. A dimostrarlo nei dati di bilancio c’è il forte aumento delle commissioni nette, che sono la miglior rappresentazione del soddisfacimento dei soci e clienti per i servizi di consulenza offerti dalla nostra Bcc». In aumento del 3,5% anche le cosiddette “masse intermediate”, cioè il totale della raccolta e degli impieghi: «dato, questo, che ci conferma come banca dinamica che è punto di riferimento del proprio territorio -sottolinea il direttore generale, Luca Barni-. Nel dettaglio, gli impieghi hanno fatto segnare una crescita del 5,8% e sono il segno tangibile che la Bcc ha colto la ripartenza del proprio territorio ed è stata pronta a sostenerla. Crescono notevolmente e trainano le percentuali di crescita le erogazioni dei finanziamenti alle famiglie per l’acquisto della casa; ma va detto che per il primo anno dall’inizio della crisi sono in aumento anche i finanziamenti di breve termine legati all’andamento dei fatturati aziendali, e questo è un segno positivo non solo per la banca ma, soprattutto, per le aziende». Insomma: segnali e indicatori positivi che confermano -se mai ce ne fosse bisogno- quanto aveva spiegato lo scorso anno il presidente Scazzosi a margine del conto economico che chiudeva in passivo: «È il frutto di una precisa scelta assunta per “chiudere” un importante ciclo di coperture di crediti deteriorati che, iniziato nel 2009, negli 8 anni della grande crisi economica ci ha permesso di coprire 101 milioni di euro di crediti deteriorati riferiti a posizioni aperte prima del 2009». E, infatti, dal punto di vista della solidità, con un patrimonio che supera i 104 milioni di euro la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si conferma un approdo sicuro e a dimostrarlo c’è il dato dell’indicatore «tier1» che è al 17%. In deciso miglioramento anche la qualità del credito: «Le sofferenze nette continuano a diminuire e ora sono al 5,4% -spiega il direttore generale, Luca Barni-. Le coperture del credito deteriorato in bilancio sono elevate, ed inoltre in base al nuovo standard contabile di riferimento a livello europeo «IFRS9» (internationalfinancialreporting standard 9) le abbiamo ulteriormente alzate: infatti, all’1 gennaio di quest’anno le nostre coperture dei non performing loans, i cosiddetti prestiti non performanti, sono al 70% delle sofferenze e al 58% degli Npl totali». «I risultati della nostra Bcc sono la chiara dimostrazione di una realtà fortemente radicata sul territorio e della bontà del nostro modello di fare banca, che si basa sulla conoscenza diretta dei nostri soci e clienti e sulle feconde relazioni con le nostre comunità -chiosa il presidente, Roberto Scazzosi-. È questo un modo di operare che, sono certo, sarà il fiore all’occhiello anche del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, che inizierà ad operare entro fine anno, con cui condividiamo valori e filosofia e a cui abbiamo aderito con grande convinzione».

Il patrimonio netto supera quota 104 milioni. Aumentano gli impieghi, cresce la raccolta. Sofferenze nette in diminuzione (al 5,4%). Elevate le coperture dei crediti deteriorati (70% delle sofferenze, 58% degli Npl totali)
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