L’importanza dei soci fa la differenza. «Occorre la continuità generazionale»

Il Credito Cooperativo è tale proprio perché eroga il credito principalmente ai soci. Di qui la necessità che i senior inseriscano figli e nipoti nella compagine sociale

Cooperativa, locale, mutualistica. La differenza della nostra Bcc sta tutta in queste tre parole. E se dovessimo esprimere cos’è la Bcc con una parola sola? Allora questa parola non può che essere: soci. La Bcc è i suoi soci, che ne determinano proprio il carattere cooperativo (partecipando con la loro quota e il loro voto), locale (perché possono essere soci solo persone o imprese che operano nella zona di competenza della banca) e mutualistico, dovuto al principio dell’operatività prevalente: in una Bcc più del 50% delle attività di rischio (mutui, prestiti, finanziamenti) deve essere destinato ai soci. «È un principio fondamentale perché ne discende che la ragion d’essere della nostra Bcc non è il capitale, ma le persone –sottolinea il presidente Roberto Scazzosi–. Come qualsiasi altra banca e qualsiasi altra impresa, perseguiamo degli obiettivi di natura economica, perché siamo nel mercato e nel mercato dobbiamo competere, se vogliamo esistere per altri 120 anni. Ma rispetto ad altre forme societarie, nel Credito Cooperativo il profitto serve a costruire il bene comune; in primo luogo quello dei soci, ma da questo discende anche il benessere del territorio che i soci rappresentano. In questo sta la nostra differenza». Nel corso del 2017 il Consiglio di Amministrazione della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha ripreso l’attività di ampliamento della base sociale, nell’ottica di costruire la continuità e mantenere ottimi indici per quanto riguarda l’operatività complessiva verso i soci. Questo, infatti, è proprio il parametro che rende una banca di credito cooperativo ciò che è: i riferimenti normativi (si veda il box in queste pagine) prescrivono che debba essere rispettato il principio dell’operatività prevalente verso i soci. Per garantire queste condizioni, alla fine del 2016 il CdA della nostra Bcc ha provveduto a modificare il regolamento per l’adesione alla compagine sociale in modo da favorire una più ampia adesione da parte dei clienti. «L’obiettivo –spiega il direttore generale Luca Barni– era quello di produrre risultati a partire dal 2017; in effetti nel corso del 2017 sono entrati 199 nuovi soci: 68 uomini; 45 donne e 86 aziende». Così, al 31 dicembre 2017, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate è arrivata a contare 3.560 soci. La composizione della base sociale è rimasta abbastanza invariata negli ultimi anni: gli uomini rappresentano il 61% dei soci, le donne il 21% e le aziende il 17%. Se però, oltre alle aziende, si considerano anche le categorie che rappresentano gli interlocutori di riferimento della Bcc, ossia liberi professionisti, artigiani e commercianti, si arriva al 58% della base sociale. Un elemento su cui puntare l’attenzione è l’età: «In totale il 30% dei soci della nostra Banca ha meno di 50 anni e l’8% è under 40. Ma, se guardiamo agli ultimi anni, i nuovi entrati sono in prevalenza giovani, perché è su questo target che si sono concentrate le più recenti campagne di adesione –evidenzia sempre Luca Barni–. Ringiovanire e rinnovare la base sociale è una delle azioni più importanti se vogliamo operare in direzione della continuità. Essere soci della Bcc è qualcosa che spesso le famiglie si tramandano di generazione in generazione, ed è importante che questa tradizione prosegua, con i “senior” che introducono figli e nipoti nella compagine della Banca e, soprattutto, ne trasmettono i valori ». Il ricambio generazionale in Bcc funziona già – dei 55 soci usciti nel corso del 2017, 17 hanno visto subentri da parte di familiari – ma è opportuno che questo aspetto sia potenziato ulteriormente. Entrare a far parte del Credito Cooperativo rappresenta un valore per sé, per la propria famiglia e per la propria comunità. I vantaggi più immediati e personali dell’essere socio stanno nell’accesso a prodotti, servizi, canali di comunicazione e iniziative ad hoc; condizioni agevolate per conti e carte, riduzioni interessanti (sui tassi per i finanziamenti, sulle spese di tenuta dossier titoli, sulle commissioni relative a diverse operazioni, sui canoni homebanking e sui costi di attivazione trading online), polizze assicurative ad hoc. Ma questo, forse, è il meno. Come spiegano nella pagina seguente i membri del Comitato Esecutivo della nostra Banca, essere socio Bcc è una scelta che significa molto più che essere un cliente privilegiato; vuol dire poter dire la propria sulle scelte della banca, in modo democratico, perché ogni voto ha lo stesso valore. Significa fare parte di una storia che cominciò 120 anni fa, sulla spinta dell’enciclica Rerum Novarum, puntando su intraprendenza, sensibilità e attenzione alle persone per portare sviluppo al tessuto economico circostante. E, non da ultimo, significa anche collocarsi in un movimento nazionale, quello del Credito Cooperativo, cui fanno capo 300 fra Bcc e Casse Rurali per oltre 4mila sportelli, quasi 1 milione 300mila soci e 18 milioni di clienti. Una realtà che ha confermato di sapersi mantenere salda attraverso tanti momenti difficili, non ultima la più recente crisi, e che ha sempre trovato modo di rinnovarsi e crescere puntando su collaborazione, responsabilità e radicamento nel territorio.

I RIFERIMENTI NORMATIVI

L’art. 45 della Costituzione recita: “La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione”.

L’art. 28 del Testo Unico Bancario dice che “sono considerate cooperative a mutualità prevalente le banche di credito cooperativo che rispettano i requisiti di mutualità previsti dall’articolo 2.514 del Codice Civile e i requisiti di operatività prevalente con soci”.

Le Istruzioni di Vigilanza indicano, ai fini dell’operatività prevalente, che le Bcc “assumono attività di rischio prevalentemente nei confronti dei propri soci”.

L’art.2 dello Statuto-tipo delle Bcc prescrive che “La Banca… ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione e l’educazione al risparmio e alla previdenza nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune”.

HANNO DETTO

Vice Presidente vicario Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

 

 

Essere soci di una Bcc significa responsabilità. Vuol dire decidere di essere parte attiva nelle decisioni, attraverso una partecipazione democratica alla vita della Banca. Inoltre vuol dire anche impegnarsi in prima persona, assieme agli altri soci, per promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio. La banca mantiene ancora un forte radicamento nelle filiali storiche: il 42% dei soci risiede nei comuni di Busto Garolfo, Villa Cortese e Buguggiate.”

 

 

Vice Presidente Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Essere soci del Credito Cooperativo vuol dire essere molto di più che semplici clienti. La nostra Banca è una realtà in cui l’attenzione alla persona è un valore centrale. La Bcc è un’impresa orientata al bene comune: attraverso di essa si possono ottenere beni e servizi a condizioni più favorevoli di quelle di mercato. E, fra i soci, c’è un rapporto di collaborazione e corresponsabilità necessario per crescere insieme.

 

 

 

 

Presidente Comitato esecutivo Bcc Busto Garolfo e Buguggiate

Essere soci di una Bcc vuol dire esserne protagonisti, in tutte le sue dimensioni. La vita associativa è fatta anche di attività sociali e culturali, da quelle promosse dalla Banca a quelle realizzate dal CCR, che, oltre a essere occasioni ricreative e di crescita personale, hanno ricadute positive sul territorio. Il nostro claim “Aiutiamoci a crescere” sintetizza questo concetto e i soci lo vivono pienamente nel loro rapporto con la Banca.

 

 

Il Credito Cooperativo è tale proprio perché eroga il credito principalmente ai soci. Di qui la necessità che i senior inseriscano figli e nipoti nella compagine sociale
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