«L’adesione al Gruppo bancario Iccrea è per noi la scelta naturale e più saggia»

Mentre si è interrotto il percorso per un unico soggetto che raggruppi le banche di credito cooperativo, il presidente Roberto Scazzosi ha firmato la pre adesione al gruppo

Il dibattito degli ultimi due anni dell’intero mondo del Credito Cooperativo italiano si è incentrato sui temi della cosiddetta “autoriforma”: un processo che avrebbe dovuto concludersi con la creazione di un gruppo bancario unico per tutti gli istituti del nostro movimento. Ma nel corso dello scorso anno, hanno via via preso forza spinte regionali per arrivare alla costituzione di due gruppi bancari cooperativi nazionali. Un processo nel quale la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha fatto spesso sentire la propria voce, schierandosi sin da subito a fianco della linea di Federcasse per una soluzione unitaria. «Soluzione che si è a lungo cercata, in tutti i livelli del movimento -commenta il nostro presidente, Roberto Scazzosi-. Ma nell’ultima assemblea di Federcasse, tenutasi a Roma il 20 dicembre 2016, è emersa chiara ed evidente l’impossibilità di proseguire in un percorso condiviso verso un unico gruppo del Credito Cooperativo. Fatto, questo, che ha portato il presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, a rassegnare le proprie dimissioni». Il 2017, anno in cui arriverà a compimento la riforma del Credito Cooperativo, si è dunque aperto con una situazione che vede “in campo” due soggetti che si sono autoproposti per il ruolo di capogruppo: il gruppo Iccrea, di cui la nostra Bcc è da sempre socia con una partecipazione di 10 milioni di euro, e Cassa centrale Banca, nata nel 1974 per volontà delle 133 Casse Rurali allora operanti in Trentino e trasformatasi nell’attuale assetto nel 2007, anche a seguito dell’ingresso nel capitale di DZ Bank, il principale istituto centrale del credito cooperativo tedesco, che oggi partecipa per il 25% al capitale di Cassa centrale Banca. Dal primo febbraio si sono aperte le pre adesioni delle singole Bcc ai due gruppi e, al momento in cui scriviamo, delle 317 Bcc circa 200 dovrebbero aderire a Iccrea, un centinaio hanno manifestato pre-adesioni al gruppo trentino (in maggioranza Bcc del nord est, ma anche di altre regioni, come la Bcc di Barlassina in Lombardia e quella di Bologna in Emilia Romagna), mentre una ventina di Bcc stanno ancora valutando che fare. In attesa della nostra assemblea di maggio, che dovrà deliberare la posizione ufficiale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, vista la decisione unanime del consiglio di amministrazione e le motivazioni tecniche avanzate dalla direzione della nostra banca, il nostro presidente ha siglato la pre adesione al Gruppo bancario Iccrea. «Del resto, tenendo conto delle scelte politiche che abbiamo effettuato negli ultimi anni e considerando che operatività, prodotti e servizi ci sono oggi forniti esclusivamente da Iccrea, risulta difficile anche solo immaginare una scelta differente da quella che conduce al Gruppo Iccrea», commenta il presidente Scazzosi. Venendo alle motivazioni tecniche della scelta di pre aderire al Gruppo bancario Iccrea, la prima riguarda, ovviamente, la partecipazione già detenuta in Iccrea. «L’eventuale adesione a Cassa centrale Banca non avrebbe comportato automaticamente la possibilità di cessione o di conferimento di tale partecipazione al nuovo gruppo, con la conseguenza che i nostri 10 milioni di euro avrebbero potuto essere “congelati”», spiega il direttore generale, Luca Barni. Poi, ancora più rilevante, c’è il fatto che il patrimonio netto di Cassa centrale Banca ammonta a circa 300 milioni di euro. «Cifra significativamente inferiore alla dotazione minima richiesta per legge per diventare gruppo autonomo (un miliardo di Euro, ndr) -prosegue Barni-. Per questo motivo Cassa centrale Banca chiederà alle banche aderenti circa 600 milioni di euro, che saranno versati attraverso un aumento di capitale». Il Sole 24 Ore ha recentemente stimato che il contributo medio per ogni Bcc sarà di 7 milioni di euro «e tale versamento comporterà una riduzione del capitale libero di ogni singola Bcc -nota Barni-, limitandone le possibilità di sviluppo e diminuendo la loro dotazione patrimoniale che, soprattutto oggi, rappresenta il primario elemento di garanzia della continuità aziendale». Anche dal punto di vista dell’operatività quotidiana, l’adesione a Iccrea garantisce continuità per la nostra Bcc, dal momento che Cassa centrale Banca utilizza un sistema informatico diverso da quello utilizzato «e il passaggio al nuovo sistema operativo comporterebbe inevitabili discontinuità sia nei processi commerciali di controllo e sia in quelli direzionali», sottolinea Barni. Che chiosa: «In più, alcuni servizi, fondamentali per l’attività della nostra banca oggi non sono offerti da Cassa centrale Banca, come la raccolta collateralizzata con la Banca Centrale Europea, o il servizio “corporate”, che ci permette di effettuare in pool con altre banche del movimento quelle operazioni di importanti dimensioni che ci vengono richieste dai nostri soci e clienti».