Il nuovo gruppo si sta formando con il metodo della cooperazione

È partito nel migliore dei modi il cammino per la creazione del gruppo bancario che sarà la nostra nuova casa: quella di Iccrea, espressione di Federcasse e del mondo delle autentiche Bcc. Lo si vede dal metodo scelto per riempire di contenuti la normativa primaria e secondaria riferita all’autoriforma del Credito Cooperativo, ovvero il cosiddetto “bottom up”, cioè ascoltando e facendo partecipare alla creazione dei contenuti le banche locali e territoriali. Non già, quindi, questioni predefinite calate dall’altro e decise a livello centrale, ma ascolto, attenzione e partecipazione di tutte le esperienze. Perché è dal piccolo che si traggono gli insegnamenti per il grande. Anche la nostra Bcc è stata chiamata a far parte dei gruppi di lavoro che stanno scrivendo le regole della nostra nuova casa comune e, su indicazione del nostro consiglio di amministrazione, vi partecipo in prima persona. Tra l’altro, e questo è un riconoscimento che va ascritto alla nostra banca per intero, mi hanno chiamato a coordinare il gruppo in cui si parla di HR e Change Management, ovvero risorse umane e processi di cambiamento, quelli che hanno come obiettivo il miglioramento della qualità e dell’efficienza dei nostri prodotti e servizi. Al di là dei fatti tecnici e del percorso che ci aspetta, quello che voglio qui testimoniare sono le parole che sono state più utilizzate durante i nostri primi incontri: «inclusione», innanzitutto, delle Bcc nella costruzione del Gruppo; poi «coinvolgimento » di tutte le risorse delle Bcc che hanno lo skill richiesto per la materia in discussione; e, da ultimo, richiesta assidua di veicolare il «punto di vista» della Bcc su ogni proposta proveniente dal Gruppo. Insomma, la partenza migliore che ci si può aspettare dall’organizzazione per la quale si lavora. E questo mi ha recentemente portato a scrivere sul mio blog, e voglio condividerlo in questo spazio, che lavorare nella cooperazione dà più soddisfazione. Anche se richiede impegno, perché, lo sapete di sicuro, il metodo “bottom up” non è certo il più facile. Anzi, c’è da lavorare, concentrarsi, essere aperti alle novità, financo mettersi in discussione. Ma è tutto positivo. E non solo perché questo progetto rappresenta una reale occasione di confronto e cooperazione tra Bcc che, comunque, sino ad oggi hanno vissuto autonomamente, seppur all’interno del Movimento del Credito Cooperativo. Ma anche perché si conferma nei fatti che noi del movimento della cooperazione del credito le cose le vogliamo davvero costruire tutti assieme, prendendo il buono che c’è da ogni esperienza per raggiungere il miglior risultato possibile. E se il buongiorno si vede dal mattino…

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