Fondi pensione, oltre quota mille adesioni

Con l'introduzione del servizio R.A.P. - report analisi previdenziale - lo Sportello Previdenza ha registrato una crescita del 60%nel 2016 rispetto all'anno precedente

Fondi pensione, la nostra Bcc supera quota mille e rilancia con i R.A.P., i report analisi previdenziale che coinvolgono direttamente le aziende. L’operazione Busta Arancione avviata un paio di anni fa e che ha portato all’attivazione dello Sportello Previdenza continua a colpire nel segno. «È il merito di un servizio che ha saputo cogliere una reale esigenza, andando non solamente a fare chiarezza sulle pensioni, tema particolarmente delicato quanto nebuloso; ma soprattutto, ad orientare le persone in una giungla di norme e di scadenze che, spesso, vengono modificate in corsa», osserva Christian Croci, referente dello Sportello Previdenza della nostra Bcc.

Solamente nel 2016, le adesioni sono aumentate del 60% rispetto all’anno precedente, confermando il trend di crescita registrato nell’ultimo periodo. «Le adesioni ai fondi pensionistici sono state inoltre rafforzate dalle recenti agevolazioni fiscali che hanno sensibilizzato sul tema non solamente i lavoratori, ma anche le aziende», aggiunge Croci. Per il 2017 infatti, la nostra Bcc è pronta a rilanciare lo Sportello Previdenza grazie al servizio R.A.P. «È un servizio che si pone come obiettivo principale l’analisi degli effetti finanziari che una pianificazione previdenziale è in grado di produrre sui conti aziendali nel medio lungo periodo», spiega. «Il servizio è dedicato principalmente ad aziende sane e previdenti che attribuiscono alle Risorse Umane un ruolo centrale nello sviluppo strategico della propria impresa. Attraverso il R.A.P. è infatti possibile individuare le criticità legate alla gestione interna del TFR e raccogliere degli importanti benefici fiscali». In particolare, la Legge di Bilancio 2017 ha confermato ed esteso la possibilità di fruire dei premi di produttività potenziando il welfare aziendale per i lavoratori dipendenti.

«Seguendo la linea tracciata già l’anno scorso, il lavoratore può scegliere di percepire (in tutto o in parte) il proprio “premio di produzione” come prestazione di cosiddetto welfare. In questo caso, gli importi convertiti non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente né sono soggetti all’aliquota sostitutiva del 10%. Il premio di produttività convertito in welfare non comporta oneri contributivi né per il lavoratore né per il datore di lavoro e, anzi, per quest’ultimo rimane deducibile ai fini Ires». La Legge di Bilancio 2017 è andata oltre. Prosegue Croci: «Ha specificato che i premi di produttività, se convertiti in contribuzione al Fondo pensione, non rientrano nel reddito del lavoratore. Sono ormai diversi gli accordi plurimi stipulati dalla nostra banca con aziende clienti per l’adesione su base collettiva al fondo pensione». Come dire, pianificare già oggi il proprio futuro conviene.