All’appello di Papa Francesco la nostra Bcc risponde con la Voce della Buona Notizia

Roberto Scazzosi: «Abbiamo voluto dare voce a chi lavora in silenzio a favore degli altri senza aspettarsi nulla in cambio. Questo giornale è il nostro modo di dire “grazie!” Sono i nostri occhiali sulle buone notizie. Gli stessi a cui fa riferimento Papa Francesco»

«Noi siamo una banca differente e abbiamo deciso di fare comunicazione in modo differente». Così Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e e Buguggiate, spiega l’idea che sta alla basa del portale della Voce della buona notizia, nato lo scorso anno per volere della nostra banca. Per quei pochi che ancora non l’avessero visto, diciamo subito che lo trovate on-line digitando www.bcc-lavoce.it e che è diviso in notizie “local”, cioè del nostro territorio, e “global”, che arrivano dall’Italia e dal mondo. «Abbiamo voluto dare voce alla parte sana dell’Italia, sia nei nostri territori che fuori -spiega Scazzosi-. Abbiamo voluto guardare il mondo attraverso gli occhiali della buona notizia di cui ha parlato recentemente Papa Francesco. Abbiamo voluto dare voce a quelle persone che sono il motore del nostro Bel Paese, a chi lavora, a chi mette a disposizione il proprio tempo per gli altri, a chi si impegna in iniziative benefiche; ma anche alle istituzioni e ai Comuni che creano servizi per il sociale, e alle scuole che predispongono percorsi per sostenere i più deboli. Sono iniziative che spesso rimangono all’ombra delle più clamorose news di cronaca nera, dei dati, seppur preoccupanti, sulla disoccupazione, di tutto quello che in Italia non funziona -continua il presidente della nostra Bcc-. Lamentarsi è diventato uno sport nazionale. Ma sono tante, tantissime le persone che, senza dire nulla, senza sbandierare quello che fanno, si dedicano agli altri, si impegnano per salvare un’opera d’arte, per ripulire i nostri boschi, per sostenere la ricerca medica o, semplicemente, per aiutare chi ha bisogno. Non si aspettano nulla in cambio, forse neppure un grazie. Si impegnano perché pensano che sia giusto farlo, al di là della politica, della religione, della nazionalità e delle ideologie. La Voce, il nostro quotidiano on line, parla di loro, di tutto quello che in Italia funziona. È il nostro modo di dire “grazie!”. Ma anche di fare conoscere quello che fanno, perché il loro impegno diventi virale, si diffonda, venga copiato, imitato, replicato altrove e ancora altrove». La Voce della buona notizia è stata messa on line l’11 aprile 2016, a seguito della scelta di trasformare il periodico La Voce da cartaceo in sfogliabile digitale. Da allora è passato quasi un anno e persino Google ha premiato il nostro progetto. Il nostro giornale, La Voce della buona notizia, è stato incluso nelle news di Google. Il portale comincia a stare in piedi con le sue gambe (cioè con la forza delle notizie): sono infatti in aumento tutti i canali di condivisione (cioè i social e le ricerche organiche, quindi gli arrivi attraverso i risultati di google news o di google), continua la crescita dei diretti (cioè chi cerca direttamente il nostro portale). Papa Francesco ha recentemente lanciato un messaggio ai giornalisti e al mondo della comunicazione in generale. «Guardate il mondo attraverso gli occhiali della buona notizia». La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate lo fa da più di un anno. I risultati non sono positivi solo in termini di lettori (19.309 utenti unici in 10 mesi, con il 20% di loro che è diventato un lettore affezionato del nostro portale on line), ma anche di reputazione corporate, di visibilità. «Un progetto nato per dare voce a tutto quello che di bello accade nel nostro territorio, in Italia e nel mondo, ci ha anche regalato un aumento della nostra reputazione all’interno del movimento del Credito Cooperativo -nota il direttore generale, Luca Barni-. Proprio a seguito del posizionamento nelle news di google, infatti, il nostro quotidiano online appare tra i primi risultati del motore di ricerca anche per parole chiave generiche che hanno a che vedere con il nostro movimento. E questa visibilità traina anche il nostro comparto commerciale, dal momento che in ogni news del portale c’è il rimando ala nostra banca e ai nostri prodotti». I numeri generati sono buoni in sé e importanti per l’amplificazione garantita da google e dai social network, che hanno portato le cosiddette “impression” del periodo abbondantemente sopra i 2,5 milioni, di cui stimiamo che almeno il 50% abbiano colpito un pubblico locale. «A Papa Francesco diciamo grazie -conclude il nostro presidente, Roberto Scazzosi- perché ci apre gli occhi ogni giorno sulle gioie semplici e le bellezze della vita, che alle volte si scoprono nei luoghi più impensati. Che ci fossero tante iniziative degne di lode sul nostro territorio l’ho sempre saputo, ma una volte viste qui, sulla Voce della buona notizia, tutte assieme, debbo confessare che non avrei proprio immaginato che fossero così tante. Che il cuore della nostra gente fosse così grande. A tutti voglio dire grazie!”

51° giornata mondiale delle comunicazioni sociali: il messaggio del Santo Padre Francesco Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo

Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nell’ambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno “macinano” tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso l’altro, favorisca una cultura dell’incontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtà con consapevole fiducia. Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle “cattive notizie” (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non è una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si può essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione. Vorrei dunque offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia. Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della “buona notizia”.

La buona notizia

La vita dell’uomo non è solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma è storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati più importanti. La realtà, in sé stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli “occhiali” con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa. Da dove dunque possiamo partire per leggere la realtà con “occhiali” giusti?

Dal Vaticano, 24 gennaio 2017 Francesco