Avere 120 anni e non dimostrarli

La nostra Bcc si appresta a festeggiare lo storico traguardo con il nono posto nella classifica di Banca e Finanza tra le 145 banche “piccole” che operano in Italia Roberto Scazzosi: «È un risultato che ci sprona a proseguire sulla strada intrapresa»

Titolo banale, si potrebbe obiettare,  quel «Avere 120 anni e non  dimostrarli». Eppure è così. E  spesso la semplicità nel dire le cose  paga più di mille ragionamenti. Chi  siamo, cosa abbiamo fatto, quale ruolo  giochiamo per l’economia -domestica,  aziendale e sociale- del nostro territorio,  quale profonda riconoscenza  abbiamo per i padri fondatori, i soci e  i clienti che si sono uniti negli anni al  progetto di credito cooperativo della  nostra Bcc, lo sappiamo con chiarezza  e lo raccontiamo nell’articolo che  segue, quello sulla nostra storia. Ma è  un dato di fatto che una volta raggiunto,  nell’anniversario del centodecimo,  l’obiettivo storico dell’unione operativa  delle aree della nostra banca, cioè  l’Altomilanese e il Varesotto, la Bcc  di Busto Garolfo e Buguggiate si è  mossa non con i passi stentorei che ci  si aspetta da un’adorabile “vecchietta”,  ma con la tonicità e la rapidità che normalmente  contraddistinguono gli anni  della giovinezza.  E così siamo qui, nell’anno del centoventesimo  compleanno, a registrare quei dati di fatto che sono stati certificati dall’annuale classifica pubblicata dal mensile “Banca e Finanza” e che campeggiano nelle tre tabelle che fanno da corollario a questo nostro scritto. «Sono numeri e risultati che ci riempiono di orgoglio -commenta il presidente della nostra Bcc, Roberto Scazzosi-, ma che al contempo ci fanno da sprone per proseguire sulla strada che abbiamo intrapresa con costanza ormai da molti anni».“Banca e Finanza” stila ogni anno, sulla base dei bilanci e di tutta una serie di criteri e di misuratori oggettivi, la classifica delle banche italiane, suddividendole, in base alle loro dimensioni, in banche maggiori, grandi, medie, piccole e minori. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, come tutte le Bcc d’Italia ad esclusione di quella di Roma (che appartiene alla categoria delle banche medie), fa parte del gruppo delle cosiddette “banche piccole”, in cui ci stanno complessivamente 145 istituti. I numeri, sono lì da vedere, certificano la scalata effettuata in questi ultimi anni dalla nostra Bcc, che oggi si trova al nono posto tra tutte le banche piccole italiane e addirittura al quinto nella classifica che misura la produttiva delle banche piccole. «E quest’ultimo dato è per noi particolarmente significativo -nota il presidente Scazzosi-, perché ha direttamente a che fare con il lavoro di tutti i nostri dipendenti. Riguardo al risultato complessivo, invece, va detto che non avremmo potuto raggiungerlo senza le scelte strategiche, a volte anche difficili e in controtendenza rispetto a quelle fatte dalle consorelle del movimento, che sono state assunte in questi anni dal consiglio di amministrazione, condividendo le proposte e gli obiettivi che ci sono stati presentati dalla direzione ». «Come abbiamo detto nella nostra ultima convention, il dato della produttività certifica il lavoro fatto dai nostri dipendenti, che con perseveranza ci hanno seguito lungo le linee strategiche che ci hanno permesso di disegnare la nuova “azienda Bcc” -interviene il nostro direttore generale, Luca Barni-. Molto abbiamo investito in questi anni sui nostri dipendenti, per far crescere le loro competenze, migliorare lo spirito di squadra e acquistare una sempre maggiore vocazione per operare in ogni momento a favore del cliente. I risultati sono arrivati, anno dopo anno, assieme alla consapevolezza diffusa che il raggiungimento di un traguardo non significa altro che essere arrivati ad un punto da cui si deve riprendere ad operare con rinnovato impegno e vigore. E questo è il senso -prosegue il direttore generale- della tabella che abbiamo costruito sommando il posizionamento di tutte le banche che operano in Italia, ovviamente escludendo dal conteggio i gruppi. Per scoprire che, una volta contate le banche maggiori, grandi e medie, stiamo al 46° posto della classifica nazionale: una posizione di tutto rispetto, che, come me, probabilmente nessuno aveva neppure ipotizzato e che ci indica qual è la nostra futura tappa, il nostro prossimo traguardo: cominciare a confrontarci con il panorama nazionale, e non più solo con le Bcc della nostra regione, come eravamo soliti fare fino ad oggi». Infine, va detto che abbiamo preso il 2013 come termine di paragone per le nostre slide, perché quello è stato l’ultimo, vero “anno orribile” della grande crisi cominciata nel 2009: «uno tsunami che ci ha consegnato una nuova realtà economica e sociale -commenta il presidente Scazzosi-. L’averne preso consapevolezza, rinunciando a vagheggiare i “bei tempi andati”, cosa che peraltro già allora ci era chiara da tempo, ci ha permesso di raggiungere gli obiettivi che oggi commentiamo con un pizzico di orgoglio. E di apprestarci a festeggiare il nostro 120° compleanno con la voglia di fare, di crescere e di essere protagonisti che contraddistingue un trentenne nel vigore dei suoi anni, unita alla consapevolezza del ruolo unico e insostituibile che svolgiamo, e vogliamo continuare a svolgere, per le nostre famiglie, le nostre aziende e le nostre comunità».