Nei parchi pubblici non si può più fumare. Succede a Castelletto sopra Ticino e Strasburgo.

La misura mira a tutelare in particolare la salute dei bambini e dei ragazzi, ma vuole anche disincentivare nelle nuove generazioni la cattiva abitudine del fumo.

La lotta al fumo si fa più serrata non solo in Europa. A Castelletto Sopra Ticino è dallo scorso anno che è vietato fumare nei parchi pubblici. La misura mira a tutelare in particolare la salute dei bambini e dei ragazzi, ma vuole anche disincentivare nelle nuove generazioni la cattiva abitudine del fumo.

E’ di questi giorni la notizia che lo stesso divieto è stato esteso anche a Strasburgo, dove è stata istituita dal 2019 anche una multa di 68 euro per i trasgressori. Solo alcuni ingressi ai parchi sono già dotati di segnali, gli altri saranno posizionati gradualmente durante l’estate. La capitale alsaziana vuole dare l’esempio diventando la prima grande città francese ad estendere ai suoi parchi e giardini pubblici il divieto, già esistente a livello nazionale, di fumare nei parchi giochi.

Secondo la Doxa sono 11,7 milioni i fumatori in Italia e rappresentano il 22,3% della popolazione (22,0% nel 2016). Diminuiscono gli uomini tabagisti: 6 milioni rispetto ai 6,9 milioni del 2016 e ma aumentano le donne che da 4,6 milioni del 2016 salgono a 5,7 milioni. Si tratta della differenza minima mai riscontrata tra percentuale di fumatori (23,9%) e percentuale di fumatrici (20,8%). Gli ex fumatori sono invece il 12,6% e i non fumatori il 65,1%. Si fuma di più tra i 25 e i 44 anni (il 28%) invece nella fascia d’età più giovane, tra i 15 e i 24 anni, fuma il 16,2%. Si fumano in media 13,6 sigarette al giorno con un picco di 14,1 sigarette sul target 45-64 anni. La maglia nera rispetto all’area geografica spetta al Centro dove i fumatori di sesso maschile sono il 26%, al Sud e nelle Isole sono il 25,2% e al Nord il 22,0% ma sono proprio le regioni settentrionali ad avere la maggiore percentuale di fumatrici (24,6%) rispetto a quella dei fumatori (22%). Si fumano principalmente sigarette confezionate (94,3%) sebbene continui costantemente a crescere il consumo prevalente di sigarette fatte a mano (9,6%), significativamente più diffuso tra i giovani e preferito dagli i uomini (16,6%) rispetto alle donne (12,8). L’età in cui si accende la prima bionda è di 17,6 anni per i ragazzi e 18,8 per le ragazze. Il 12,2% dei fumatori ha iniziato a fumare prima dei 15 anni.

L’indagine Doxa per ISS ha confermato, inoltre, che i divieti legislativi, a partire dalla legge sul fumo fino ai più recenti divieti hanno avuto un impatto significativo non solo sul consumo ma anche più in generale culturale. Soltanto il 3,8% dei non fumatori, per esempio, ha dichiarato di aver viaggiato in auto con un fumatore che ha fumato nell’abitacolo in presenza di bambini o donne in gravidanza e soltanto un italiano su 10 consente ai propri ospiti fumatori di accendersi una sigaretta in casa.