Nasce a Varese l’ufficio bandi europei

L’ufficio si occuperà di tutti i bandi: da quelli in ambito sociale, ambientale, culturale

Sono ancora troppo pochi a sfruttare la possibilità di accedere ai finanziamenti europei. Questo la motivazione che ha spinto la Provincia di Varese ad aprire un ufficio apposito. «Nasce sulla base delle nuove funzioni della Provincia – ha introdotto il Presidente Gunnar Vincenzi – Oggi la Provincia di Varese è un ente al servizio dei comuni del territorio e con questo ufficio, come del resto abbiamo fatto con l’istituzione della Stazione Unica Appaltante, riusciamo a dare un ulteriore servizio e aiuto alle amministrazioni locali».

A promuovere l’idea dell’Ufficio Bandi è stato il consigliere provinciale Giuseppe Licata, il quale ha spiegato che «se oggi lo presentiamo, nonostante le tante difficoltà affrontate in questi anni, è per merito del lavoro svolto dall’amministrazione. L’idea nasce dal fatto che le amministrazioni attraverso i bandi pubblici regionali, nazionali ed europei riescono a incamerare risorse da investire sul proprio territorio. C’è però un deficit da colmare, ovvero quello relativo ai bandi europei. Sono infatti pochi i comuni che “sfruttano” questa opportunità sia per mancanza di personale, sia perché hanno difficoltà ad aggregarsi come invece richiedono molti di questi bandi. Provincia di Varese, che ha tra i suoi compiti quello di essere ente coordinatore, con questo ufficio, può dare il proprio contributo a colmare questa carenza». L’ufficio si occuperà di tutti i bandi: da quelli in ambito sociale, ambientale, culturale «e – continua Licata – una volta che sarà a pieno regime potrà contribuire alla crescita del nostra territorio, oltre che svolgere un’attività di informazione verso le amministrazioni locali». Il Presidente Vincenzi e il Consigliere hanno poi spiegato l’impostazione del nuovo servizio: «Sarà l’amministrazione provinciale, sulla base di una serie di strategie individuate dall’Ente, a dedicarsi, proprio attraverso l’Ufficio Bandi europei, alla presentazione dei progetti e al reperimento dei fondi per declinare tali strategie, ma soprattutto per coinvolgere i comuni e le amministrazioni locali, i soggetti privati e, qualora richiesti, anche quelli stranieri. Insomma la volontà è quella di costruire quella rete che fino a oggi è mancata per poter ottenere risorse dall’Europa da investire su progetti territoriali».