Varese l’export dei macchinari vale 1,1 miliardi

Il made in Varese vale un saldo molto positivo sulla bilancia commerciale italiana, il made in Lombardia

Primi destinatari della merce made in Varese sono i Paesi dell’Unione Europea seguiti dai Paesi europei non UE, come Svizzera, Russia, Turchia. Un business che vale una fortuna in tutta la Lombardia, sono le aziende che si sono riprese in tempi record dalla crisi. Il fiore all’occhiello dell’economia italiana.

Lombardia nel mondo, specializzate Milano e Como in moda, Bergamo Varese, Pavia, Sondrio in macchinari, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova in prodotti in metallo, Monza e Brianza in prodotti chimico farmaceutici, Lodi in apparecchi elettronici. Per aree di destinazione del “Made in Lombardy”, dopo l’Unione Europea, principale cliente per tutti, Milano è più rivolta a Cina, Giappone, Corea e resto dell’Asia Orientale, come Lodi. Per Bergamo prevalgono Stati Uniti e America del Nord. Per il resto della Lombardia i Paesi europei non UE, come Svizzera, Russia, Turchia. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati Istat relativi al primo semestre 2017 e 2016.

 

Le specializzazioni dei territori lombardi per export, per settore. Esportano principalmente, se guardiamo il peso dei settori sul totale dell’export provinciale, macchinari Bergamo (due miliardi su 7,7), Varese (1,1 miliardi su 4,9), Pavia (395 milioni su 1,7 miliardi), Sondrio (43 milioni su 328 milioni), macchinari e moda Milano (oltre 3 miliardi ciascuno su 20), moda Como (757 milioni su 2,8 miliardi), prodotti in metallo Brescia (2,6 miliardi su 7,9), Cremona (845 milioni su 2,1 miliardi), Lecco (832 milioni su 2,2 miliardi), Mantova (617 milioni su 3,4 miliardi), prodotti chimico farmaceutici Monza e Brianza (1 miliardo su 5,5), apparecchi elettronici Lodi (458 milioni su 1,4 miliardi).

Le specializzazioni dei territori lombardi per export, per area di destinazione. Escludendo l’Unione Europa, prima per tutti i territori, per Brescia primi destinatari sono i Paesi europei non UE, come Svizzera, Russia, Turchia, (667 milioni su 7,9 miliardi), Monza (681 milioni su 5,5 miliardi), lo stesso per Varese (512 milioni su 4,9 miliardi), per Como (394 milioni su 2,8 miliardi), Mantova (379 milioni su 3,4 miliardi), Cremona (179 milioni su 2,1 miliardi), Lecco (176 milioni su 2,2 miliardi), Pavia (170 milioni su 1,7 miliardi), Sondrio (44 milioni su 328 milioni). Per Milano primi clienti dopo la UE sono Cina, Giappone e Corea, insieme all’Asia Orientale (3,2 miliardi su 20), come per Lodi (50 milioni su 1,4 miliardi). Per Bergamo pesano gli Stati Uniti, con l’America Settentrionale (635 milioni su 7,7 miliardi).