Truffe agli anziani: incontro pubblico con il comandante dei carabinieri per evitarle

Incontro pubblico a Dairago il prossimo 29 novembre presso la Sede A.P.A.D. (via D. Chiesa 18). Ore 15. Ingresso libero.

Le truffe agli anziani sono sempre più frequenti, li chiamano a casa, li fermano per strada. Unico obiettivo: prendere soldi e preziosi. I Comuni si stanno mobilitando contro questo che rischia di diventare un vero e proprio flagello. Tra le tante iniziative abbiamo scelto di segnalarvi un incontro pubblico, che si terrà a Dairago il prossimo 29 novembre presso la Sede A.P.A.D. (via D. Chiesa 18). L’appuntamento è stato fissato alle ore 15 per permettere a quanti più anziani possibile di partecipare. Sarà il maresciallo capo dei Carabinieri di Busto Garolfo in persona a parlare con i nostri anziani, assieme  a lui ci sarà Paola Rolfi, il sindaco di Dairago e un rappresentante della Polizia Locale di Dairago. Le forze dell’ordine in collaborazione con i comuni hanno stilato un elenco delle truffe più comuni. Eccolo.

Elenco truffe più ricorrenti contro gli anziani

Ricontrollare i soldi – Alcuni tipi di truffa hanno come condizione iniziale che la vittima sia appena stata in banca o alla posta a ritirare dei soldi. Succede spesso che una persona anziana dopo aver fatto un prelievo venga seguita da qualcuno che, poco dopo, gli si presenta come funzionario di banca. In genere, il finto funzionario suona al campanello di casa dicendo che potrebbe esserci stato un errore, che è necessario verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. L’anziano consegna i soldi e il truffatore, facendo finta di contarli o di controllarli, li sostituisce con banconote false. Per questo, ricordatevi: nessun funzionario di banca vi cercherà mai a casa per controllare le banconote o i numeri seriali.

Ripulirti la giacca – Ancora più diffusa e più vecchia è la truffa del gelato o del caffè sulla giacca. Sono, nella maggior parte dei casi, donne con bambini, ma a volte anche ragazzi, con il gelato o con un caffè in mano che vi urtano facendovelo cadere sulla giacca. Poi, con la scusa di ripulirvela, ve la fanno sfilare e vi rubano il portafogli. Nella stessa circostanza persone con particolari abilità, pur senza sfilare la giacca, riescono a sfilare il portafogli o altri oggetti di valore (orologi – catenine o altro).

False pietre preziose – Una delle truffe più ricorrenti. Un signore, di aspetto rassicurante e in genera di mezza età, si finge uno straniero che per una urgenza deve raggiungere il paese d’origine, ma non ha disponibilità di soldi liquidi per il viaggio. Ferma una signora per strada e cerca di vendere un anello o delle pietre preziose che avrebbero un valore di 7 o 10 mila euro. Naturalmente, alla signora in questione li venderebbe a molto meno. Passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere con tanto di lente per controllare le pietre; e subito dopo si offre di comprarle per 5mila euro. Ma lo straniero insiste perché sia l’anziana signora, normalmente chiamata col nome di battesimo, a comprarle. E spesso riesce a convincerla facendosi dare 2/3mila euro.

Falsa beneficenza – Un signore ben vestito, spesso di mezza età, a volte con accento straniero, si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica (ma le scuse possono essere varie) e si mostra alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Ferma un signore per strada, normalmente in quartieri borghesi, chiedendo informazioni su questo deposito: il signore ovviamente non sa niente. Passa un altra persona che fa finta di sapere dove sia il deposito, ma dice che è stato chiuso. La donazione allora può avvenire solo tramite notaio, ma serve un anticipo in denaro che la persona incaricata della beneficenza non ha a disposizione in quel momento. L’anziano fermato per strada viene convinto che può contribuire alla beneficenza ricavando anche una percentuale se fornisce il denaro che serve per il notaio. Viene accompagnato a ritirare una discreta cifra (anche qualche migliaio di euro) e poi fatto salire sull’auto insieme ai due ‘compari’ per andare dal notaio. Durante il tragitto, i truffatori si ricordano che sicuramente servirà una marca da bollo. Si fermano davanti a un tabaccaio e chiedono alla vittima di andare a comprarla. Appena il truffato scende, naturalmente, fuggono.

Falsa eredità – Stessa procedura per quanto riguarda una falsa eredità da consegnare. Un signore cerca un vecchio amico cui dovrebbe consegnare del denaro relativo a un’eredità. Ferma una persona anziana per chiedere informazioni su quell’amico, ma nessuno sa niente finché un passante, complice del truffatore, si ferma e dice che quella persona è morta. L’unica soluzione è il notaio, ma serve l’anticipo.

Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap – Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. In realtà, raggirano le persone, facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore. Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case gli Enti affiggono avvisi nel palazzo. Per quanto riguarda i le persone che suonano alla porta, spacciandosi per funzionari di società o enti di servizio, è importante farsi dare gli estremi: nome, cognome e numero di tesserino e chiamare l’ente di appartenenza per verificare. Se ciò non bastasse e si continua ad avere il dubbio, bisogna condividerlo con i Carabinieri, chiamando il 112.

La truffa delle “radiazioni” nell’acqua – Falso dipendente della società erogatrice dell’acqua, si presenta rappresentando che la compagnia ha rilevato delle radiazioni nell’acqua potabile e quindi bisogna controllare poiché potenzialmente pericolose per la salute. Con tale scusa rappresenta che bisogna prima predisporre delle accortezze. La principale è di proteggere ori, gioielli e denaro nel frigorifero al fine di schermarli ed evitare che si rovinino poiché devono utilizzare uno strumento elettronico particolare. La vittima, quindi, obbedisce a tali indicazioni e ripone tutto nel frigorifero. Mentre il falso dipendente distrae la vittima portandola in varie stanze, un complice, che non si era presentato prima, entra dalla porta che era stata volutamente lasciata aperta dal primo truffatore e asporta il contenuto del frigorifero. Al termine del controllo il primo personaggio si allontana rassicurando la vittima che nulla è stato rilevato in casa e si allontana, solo in secondo momento l’anziano si accorge dell’ammanco degli oggetti.

La truffa del furto appena sventato – Con una scusa un truffatore, spacciandosi per dipendente di qualsiasi compagnia di servizi, entra in casa (lasciando la porta aperta) per chiedere inutili informazioni alla vittima. Nel frattempo un complice entra in casa e preleva un oggetto da qualche locale (una foto, un soprammobile o qualcos’altro) e poi esce di nuovo. Dopo qualche minto si ripresenta il secondo truffatore presentandosi come carabiniere – poliziotto – vigile in borghese asserendo di aver appena arrestato delle persone che poco prima aveva compiuto dei furti nel palazzo. Mostra alla vittima l’oggetto poco prima prelevato che quindi viene riconosciuto dalla vittima stessa. A questo punto l’uomo chiede alla vittima di fare un controllo nelle varie stanze e nei luoghi che usa per nascondere denaro e oggetti preziosi per verificare se sia stata vittima di un furto. In tal modo i truffatori osservano i nascondigli che poi ripuliscono.

La truffa del “pacco” – In questo caso i truffatori si presentano a casa della vittima, e dicono di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirare il pacco, però, agli anziani viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei delinquenti.

La truffa “della lotteria” – La truffa arriva via posta: la vittima riceve una lettera che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria. Per riceverlo, però, l’anziano deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro.

La truffa del “nipote” o del “figlio” – Particolarmente utilizzata in alcuni periodi negli ultimi anni, questa truffa consiste nell’avvicinare una persona anziana fingendosi amico – amica del o della nipote. Con una escamotage i truffatori riescono anche a far dire alla vittima stessa il nome del o della nipote. A tal punto confermano il nome. In alcuni casi poi riferiscono di aver prestato del denaro al parente e di essere stati incaricati da costui di andare a farselo restituire dalla nonna o dal nonno. Altre volte riferiscono che il o la nipote ha avuto un lieve incidente stradale e ha bisogno di contanti per pagare una multa o la parcella dell’assicurazione per evitare guai. Altre volte si presentano portando un computer o altro oggetto riferendo essere stato ordinato dal parente e che deve essere pagato. A volte parlano del figlio a volte dei nipoti. Quasi sempre, comunque, per vincere qualsiasi ritrosia da parte della vittima, si propongono di farli parlare al telefono ed effettivamente contattano telefonicamente un o una complice che conversa con la vittima spacciandosi per il parente e fingendo di avere problemi nel sentire poiché il telefono funziona male. A tal punto la vittima si fida e consegna denaro se ne ha in casa o addirittura si reca a prelevarne in banca o posta.

E’ poi in voga una truffa della BELLA SIGNORINA che si rivolge soprattutto agli uomini anziani: Una bella donna, a volte giovane ma non troppo, si avvicina in strada a un uomo di mezza età – anziano, facendo finta di conoscerlo da tempo anche se non si incontrano da molto. Inizia subito con moine varie abbracci e baci di saluto, stringendo l’uomo che rimane disorientato pensando di aver fatto una brutta figura per non aver riconosciuto una persona amica. In tali effusioni la donna riesce a sfilare il portafogli o l’orologio o altri oggetti alla povera vittima che, per l’appunto, stenta anche a denunciare il fatto temendo di essere additato come persona poco scaltra.

LA TRUFFA DELLO SPECCHIETTO: – Persone con una macchina con specchietto rotto, si appostano in una strada di passaggio e attendono le potenziali vittime e quando ne avvistano una che passa in macchina gettano un oggetto (spesso una piccola pietra o una castagna o qualcosa del genere) creando quindi rumore nella vettura della vittima. Poi la inseguono con la macchina o a chiari gesti riescono a fermarla contestando che nel passare ha urtato lo specchietto della loro vettura e per tale motivo offrono due soluzioni: o tramite assicurazione, con conseguente aumento della polizza assicurativa, oppure pagando in contanti il prezzo dello specchietto rotto che loro stessi stimano o che fingono di chiedere telefonicamente a un rivenditore.

Alcuni consigli contro le truffe agli anziani

  1. Non aprite la porta di casa a sconosciuti, anche se vestono una uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità.
  2. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo.
  3. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente. (ultimamente poi le agenzia di erogazione del gas e dell’energia elettrica avvertono gli utenti di diffidare da chi si presenti a loro nome per riscuotere le bollette).
  4. Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione, anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
  5. Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
  6. sarebbe opportuno, ove possibile, che le persone facessero arrivare la pensione o altri emolumenti su conti correnti onde evitare di dover ricevere le intere somme in contanti con conseguente pericolo di essere derubati – raggirati.
  7. Se avete il dubbio di essere osservati, fermatevi all’interno della banca o dell’ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada, entrate in un negozio o cercate un appartenente alle forze di polizia, ovvero una compagnia sicura.
  8. Durante il tragitto di andata e ritorno dalla banca o dall’ufficio postale, con i soldi in tasca, non fermatevi con sconosciuti e non fatevi distrarre.
  9. Ricordatevi che nessun cassiere di banca o di ufficio postale vi insegue per strada per rilevare un errore nel conteggio del denaro che vi ha consegnato.
  10. Quando utilizzate il bancomat usate prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
  11. Non fidarsi di persone sconosciute anche se queste sembrano conoscere particolari personali. Spesso alcuni particolari sono comunque desumibili da controlli superficiali (controllo sulla buca delle lettere o sui campanelli per conoscere i nomi) ma molte altre vote sono proprio i malintenzionati che con domande a trabocchetto riescono a farsi fornire dati personali.
  12. Quando camminate in strada, salite sempre sul marciapiedi e (per le donne) tenete la borsa dalla parte opposta rispetto alla strada, per evitare facili scippi.
  13. Al mercato o in qualsiasi altra occasione, specie si vi è ressa di persone, tenete sempre la cerniera della borsetta chiuso e magari mettetela a spalla facendola passare sotto l’ascella per evitare che qualcuno, dalla mano felpata, possa prelevare portafogli o altri oggetti.
  14. INFINE RICORDARSI CHE IN LINEA DI MASSIMA IL TRUFFATORE NON E’ PERSONA VIOLENTA, QUINDI NON ESITATE A NEGARE QUANTO VI CHIEDE ANCHE IN MODO DETERMINATO E A CONTATTARE TELEFONICAMENTE PERSONE A VOI VICINE. IN TAL MODO IL TRUFFATORE CAPISCE CHE HA POCHE SPERANZE DI RAGGIUNGERE IL SUO SCOPO E SI ALLONTANA.
  15. Per qualunque problema e per chiarirvi qualsiasi dubbio, non esitate a chiamare il 112