Bocconi e Liuc le università dove ci si laurea di più in Italia

L'eccellenze delle università italiane è tutta lombarda: Milano con la Bocconi, ma anche Castellanza con la Liuc.

Bocconi e poi LIUC per rapporto tra laureati e iscritti: questi i due atenei italiani dove ci si laurea di più. A fotografare la situazione è l’Infodata de Il Sole24Ore che, rielaborando dati dell’ufficio di statistica del Miur, ha steso una classifica con gli indici di performance delle università italiane in base al numero di laureati nel 2016 e al numero degli iscritti all’anno accademico 2015/2016.

Dopo Bocconi (34,9%) è, appunto, la LIUC – Università Cattaneo l’ateneo dove ci si laurea di più con una percentuale del 31,7 %, ben più alta della media nazionale del 18,6%.

A livello generale, fanno breccia economisti e ingegneri che, nel 2016 erano il 30% dei laureati italiani, quasi uno studente su tre, sempre secondo la mappa rielaborata da Il Sole.

Così la LIUC si attesta tra le prime università capaci di generare valore su corsi di laurea vivaci che piacciono agli studenti e che consentono di trovare un’occupazione. Lo testimoniano gli stessi dati del Career Service della LIUC, uno su tutti il tempo di attesa per l’inizio dell’attività lavorativa, pari a 3 mesi dal conseguimento della laurea.

A distinguere un ateneo di piccole dimensioni come la LIUC , il format della didattica, che consente appunto un rapporto positivo tra iscritti e laureati: dai tutor d’aula (studenti e dottorandi) alle modalità d’esame con un equilibrio tra scritti e orali, dalla distribuzione degli appelli alla possibilità per i docenti di seguire, quasi individualmente, gli studenti proprio grazie al numero contenuto degli iscritti. L’attenzione ai dettagli offre, dunque, un sistema di prodotto che premia la LIUC, come confermato anche per la Scuola di Ingegneria Industriale dal suo Direttore, il prof. Carlo Noè: “I principali insegnamenti del primo e del secondo anno sono distribuiti lungo tutto l’anno e non concentrati in un semestre, con prove intermedie nei periodi di sospensione delle lezioni. Ciò permette di stare più facilmente al passo e di assimilare meglio i contenuti, riducendo di conseguenza il tasso di abbandoni”.