Dal sogno degli imprenditori del bustocco la nascita di Malpensa

Nei giorni della cessione delle ultime quote dei Malpensa vogliamo ricordare chi l'ha volta e ha trasformato un progetto in un hub internazionale

In origine sono stati due imprenditori nel 1909 a dare vita a un primo campo di aviazione: Giovanni Agusta e Gianni Caproni realizzano nei pressi della Cascina Malpensa un campo d’aviazione per far volare i loro prototipi e creare una scuola di pilotaggio, ma fu solo nel periodo post bellico che si diede il via a un vero aeroporto. Industriali e banchieri varesotti riattivano l’aeroporto e ne acquisiscono la gestione con l’obiettivo di fare di Malpensa il nodo dello sviluppo dell’industria dell’Altomilanese. La pista di volo, danneggiata e resa inutilizzabile dalle truppe tedesche in ritirata, é ripristinata ed allungata fino a 1.800 metri. Viene inoltre edificata una modesta baracca in legno con funzione di aerostazione. Il 21 novembre atterra un quadrimotore Breda BZ308 pilotato dall’asso dell’aviazione Mario Stoppani, e l’aeroporto é ufficialmente aperto al traffico civile. Viene denominato “Aeroporto Città di Busto Arsizio”.

Nel 1949 diviene operativa Malpensa. Nel primo anno di vita registra un traffico di 1.366 velivoli, 12.287 passeggeri ed un movimento merci di 593 ton. L’anno successivo, il 1950, viene inaugurato il primo collegamento aereo diretto con New York.

Nel 1952 il comune di Milano entra nella Società Aeroporto di Busto Arsizio e ne assume progressivamente il controllo. Il declino della partecipazione bustocca iniziò nel 1955 quando, visto il successo che aveva avuto fino a quel momento, la città di Milano entrò nella società creando la Sea. E’ notizia di questi giorni che il Comune di Busto Arsizio ha lasciato definitivamente la società dell’aeroporto che aveva contribuito a fondare, quello di Malpensa. È ormai cosa fatta lacessione dello 0,055% di Sea al fondo 2i Aeroporti Spa per una cifra che si aggira attorno ai 600 mila euro.